Marco Ansaldo
Giornalista di Repubblica
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Articoli >> Agca, lettera a Repubblica

L'ex Lupo grigio: "Emanuela Orlandi è viva. L'Italia non creda alle menzogne dei pentiti della Banda della Magliana"

da Repubblica del 19.1.2010

ANKARA - <Wojtyla è stato un uomo eccezionale. E auguro ogni bene a Papa Ratzinger. Emanuela Orlandi è viva, e sta bene. Sul suo caso l’Italia non deve credere alle menzogne della Banda della Magliana>. Ecco l’ultima rivelazione di Mehmet Ali Agca, consegnata in buon italiano, per iscritto, a Repubblica.

   Ora che è libero, l’attentatore del Papa vuole rilasciare un’intervista, fra le centinaia di richieste che gli sono giunte, per una cifra che i suoi amici stimano <fra i 3 e i 5 milioni di dollari>. Ma in una lunga lettera inviata al nostro giornale alla vigilia della sua liberazione, l’ex Lupo grigio risponde alle domande. Ecco di seguito quel che dice.

   Mehmet Ali Agca, lei ha detto che una volta liberato avrebbe parlato dell’attentato al Papa e del caso di Emanuela Orlandi. Partiamo da qui. Le ultime indagini si sono concentrate sugli interrogatori dei pentiti della Banda della Magliana e su un possibile sequestro per ricattare il Vaticano. Ma da quando la ragazza è scomparsa non si è mai avuto alcuna prova della sua esistenza in vita. Lei sa qualcosa?

   <Non esiste nessuna scomparsa. Emanuela Orlandi è stata rapita, assolutamente rapita>.

   Se è stata rapita, chi lo ha fatto, secondo lei?

   <Chi l’ha rapita…? Io, pur sapendo tutto, non posso rivelare nessun nome. Ma posso rivelare che Emanuela è stata rapita da un’organizzazione potente. Questi erano i Lupi grigi o il Kgb o la Stasi? Non dico nulla>.

   Perché è stata presa?

   <E’ stata rapita soltanto per ottenere la mia liberazione e non esiste nessun altro motivo>.

   Lei ha elementi per sostenere se oggi, a 27 anni da quei fatti, la Orlandi sia viva o morta?

   <Fin dal giorno del rapimento Emanuela viene trattata umanamente e adesso sta bene, ma subisce limitazione del contatto esterno. L’Italia non deve credere alle menzogne dei pentiti della Banda della Magliana sul caso Orlandi. Dunque Emanuela è viva, e sta bene>.

   Lei che sostiene di conoscere tanti segreti, anche su questo caso, ha un’idea di quando – semmai fosse ancora viva – la Orlandi potrebbe tornare dai suoi cari?

   <Io spero di portare Emanuela in Vaticano proprio in questo anno (in un articolo pubblicato su queste colonne il 7 dicembre scorso si dava conto del desiderio di Agca di recarsi a pregare sulla tomba di Giovanni Paolo II, ndr). Magari il 22 giugno 2010. L’anniversario del rapimento>.

   Ora, da uomo libero, che progetti ha, come intende vivere?

   <Io ho una missione universale di proclamare la verità divina. Io dimostrerò con delle prove documentali che io sono il Cristo eterno, la medesima unica parola divina incarnata e reincarnata. Allucinazione… simulazione…? Io posso insegnare la psicologia agli accademici delle Università di Harvard, Yale, Princeton. Se io non dimostrerò con delle prove documentali che io sono il Cristo eterno… allora l’umanità deve definirmi come la persona più infame dell’universo>.

   Lei sparò a Giovanni Paolo II. Non vuole parlare subito dell’attentato del 13 maggio 1981 a piazza San Pietro. Ha almeno riflettuto sulla figura di quel pontefice?

   <Il Papa polacco è stato un uomo eccezionale, anzi direi meraviglioso. Wojtyla è l’uomo simbolo modello del Vangelo dell’Amore. Quel Vangelo tradito da milioni di falsi cristiani prigionieri degli odii e dei rancori>.

   Vorrebbe incontrare il suo successore, Benedetto XVI?

   <Auguro ogni bene possibile al Papa Ratzinger. Inoltre chiedo al Vaticano di svelare al mondo il Quarto segreto di Fatima. Altrimenti sarò io a svelare quel segreto. E nessuno deve dimenticare che sono stato io a rivelare il Terzo segreto di Fatima in data 28 maggio 1985 a Roma>.

   Agca collegò infatti l’attentato avvenuto il 13 maggio con la rivelazione fatta da Suor Lucia nella stessa data, il 13 maggio 1917. Il Vaticano spiegò in seguito il Terzo segreto con il tentativo di uccisione di <un vescovo vestito di bianco>.

 


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