Marco Ansaldo
Giornalista di Repubblica
Inviato Speciale per la Politica Estera.
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Articoli >> Il Papa e il diavolo

CITTÀ DEL VATICANO - Beelzebu, Zago, Astarot, Asmodeo, Jordan.
Quanti sono i nomi e le trasformazioni del Maligno? La stanza del
mistero è spoglia. L' atmosfera fredda. Però padre Gabriele Amorth,

l' Esorcista con la "e" maiuscola, settantamila casi affrontati in nemmeno

25 anni, sorride serafico. Lui è abituato a porte che sbattono, sedie che si rovesciano,
occhi che roteano, bestemmie che volano. Ma parlare di demonio
nella casa del Papa mette i brividi lo stesso. Anche se l'
Esorcista non si tira indietro di fronte all' Avversario. Eil
Santo Padre? «Oh, Sua Santità crede in pieno nella pratica della
liberazione dal Male. Perché il diavolo alberga in Vaticano. Ho
confidenze di persone che lo confermano. Naturalmente è difficile
trovare le prove. E, comunque, se ne vedono le conseguenze.
Cardinali che non credono in Gesù, vescovi collegati con il
demonio. Quando si parla di "fumo di Satana" nelle Sacre stanze è
tutto vero. Anche queste ultime storie di violenze e di pedofilia.
Anche la vicenda di quella povera guardia svizzera, Cedric Tornay,
trovata morta con il suo comandante, Alois Estermann, e la moglie.
Hanno coperto tutto. Subito. Lì si vede il marcio». Tutti lo
conoscono come l' Esorcista. Molti ne chiedono l' assistenza.
Perché Gabriele Amorth, sacerdote paolino nato a Modena, laureato
in Giurisprudenza, ex partigiano, medaglia al valor militare,
democristiano di scuola dossettiana ed ex direttore del giornale
mariano Madre di Dio, è il più famoso liberatore del demonio al
mondo. Ma a 85 anni settantamila casi si fanno sentire. E don
Amorth è appena convalescente. «Da un improvviso crollo», dice
lui. «Un qualcosa di inspiegabile», rivela confidenzialmente l'
amico don Francesco che,a 90 anni, don Gabriele considera come «il
bastone della mia vecchiaia». Sebbene sia in pigiama, attorniato
dalle medicine sul tavolo, da immagini della Madonna, da una copia
di Avvenire che accenna al suo nuovo libro da poco in libreria
("Memorie di un esorcista", intervista di Marco Tosatti, edito da
Piemme), lo sfidante di Satana mostra un piglio energico. Osserva
la propria foto in copertina ed esclama: «Che faccia da bulldozer.
Invece, quando sono tranquillo, i tratti del mio volto si
distendono e divento un altro. Forza, parliamo, che di là ho dei
casi che mi aspettano». Padre Amorth, com' è il diavolo? «È puro
spirito, invisibile. Ma si manifesta con bestemmiee dolori nelle
persone di cui si impossessa. Può restare nascosto. O parlare
lingue diverse. Trasformarsi. Oppure fare il simpatico.A volte mi
prende in giro. Io però sono un uomo felice del mio lavoro, una
nomina inaspettata giunta 25 anni fa dal cardinale Poletti. E né
gli indemoniati, che a volte sei o sette dei miei assistenti
devono tener fermi, néi chiodioi vetri che escono dalla bocca dei
posseduti, e conservo in questo sacchetto, mi spaventano. So che è
il Signore a servirsi di me». Il Maligno può manifestarsi con
violenza. Nella stanza prescelta - padre Amorth ha girato 23 sedi
diverse, cacciato ovunque perché i confratelli erano stufi di
sentire urla fino a tarda sera, finché non ha trovato stabile
dimora nel quartier generale delle edizioni San Paolo - c' è un
lettino con le corde per legare l' indemoniato. E una poltrona per
le persone che non urlano, e stanno tranquillamente sedute durante
le preghiere di esorcismo. «Dalla bocca può uscire di tutto -
racconta - pezzi di ferro lunghi come un dito, ma anche petali di
rosa. Certi posseduti hanno una forza tale che nemmeno sei uomini
riescono a trattenerli. Così vengono legati. Mi aiutano i miei
assistenti laici, che pregano con me. Quando gli ossessi sbavano,
e allora bisogna pulire, lo faccio anch' io. Vedere la gente
vomitare non mi dà nessun fastidio». Sulla pratica dell'
esorcismo, dentro la Chiesa, esistono opinioni diverse.
Diffidenze. Resistenze. Dubbi. «Ma il Papa ci crede - ribadisce
padre Amorth - tanto è vero che in un discorso pubblico ha
incoraggiato e lodato il nostro lavoro. Gli ho scritto, e mi ha
promesso che chiederà alla Congregazione per il Culto divino un
documento per raccomandare che i vescovi abbiano almeno un
esorcista in ogni diocesi, come minimo. Ho avuto modo di parlargli
più volte anche quando era prefetto alla Congregazione per la
Dottrina della fede, ci ricevette proprio come Associazione degli
esorcisti. E non scordiamo che, sia del diavolo sia delle pratiche
per allontanarlo, parlò moltissimo lo stesso Wojtyla». Alcuni,
addirittura, ricordano ancora la dichiarazione fatta nel 1972 da
Papa Montini, quando Paolo VI parlò del "fumo di Satana", cioè
delle sètte sataniche, entrato nelle Sacre stanze. Una frase che
creò un caso, seguito da un nuovo discorso papale tutto incentrato
sul demonio. Ma il Maligno può colpire anche il Pontefice? «Ci ha
già provato. Lo fece nel 1981, con l' attentato a Giovanni Paolo
II, lavorando su coloro che armarono la mano di Ali Agca.E anche
adesso, la notte di Natale, con quell' ultima matta che ha buttato
per terra Benedetto XVI. In fondo, è quel che accaddea Gesù
attraverso Giuda, Ponzio Pilato, il Sinedrio». Don Amorth si fa
serio. Riflette in silenzio per qualche secondo, alza la testa e
dice gravemente: «Altroché. Altroché se il demonio alberga nella
Santa Sede. C' è un volume, "Via col vento in Vaticano" (Kaos
edizioni, ndr ), che parla appunto delle lotte di potere in Curia
e del "fumo di Satana". Bene, il 99 per cento di quel che è
scritto lì è vero. I vescovi non parlano per timore di critiche di
altri vescovi. E sì che su questo tema le Sacre scritture sono le
più salate, perchéi comandi di Gesù appaiono molto chiari:
"Andate, predicate il Vangelo, cacciate i demoni". Secondo me,
quando un vescovo non nomina l' esorcista commette un peccato
mortale». Tante le figure di santi che, senza esserne investiti,
erano noti come liberatori dal demonio. San Benedetto, che era un
monaco. Santa Caterina da Siena, di cui si narrano effetti
portentosi. Padre Pio, che secondo i fedeli liberava dall'
influenza del maligno. Pure Don Bosco occasionalmente si prestava.
«Io lavoro sette giorni su sette, Natale e Pasqua compresi - dice
don Gabriele - e non posso materialmente correre ovunque mi
chiamano. Perciò spiego a tutti che anche i laici possono operare
esorcismi con successo. È scritto in Marco, XVI, 17: "Coloro che
credono in me cacceranno i demoni". Ci sono formule ufficiali. Si
può dire: "Satana, vattene". Ma c' è anche molta libertà, con
preghiere semplici: il Padre Nostro - che contiene già in sé un
esorcismo: "e liberaci dal Male" - l' Ave Maria, il Salve Regina,
il Credo. Poi raccomando le orazioni quotidiane, la messa, il
rosario, la confessione, la comunione, il digiuno». Un tema,
quello della figura antitetica al Messia, che per altri aspetti
muove fior di scienziati. L' altro ieri a Roma, nei locali della
Sapienza prima e in quelli dell' Università Roma Tre più tardi, si
è svolto un convegno dal titolo "L' ultimo nemico di Dio". Cioè l'
Anticristo, il personaggio che incarna l' avversario della
divinità, presente nell' immaginario giudaico e cristiano relativo
agli ultimi tempi del mondo. Approccio scientifico, impronta
storica, studiosi di calibro internazionale: Enrico Norelli,
Jean-Daniel Kaestli, Marco Rizzi, Gian Luca Potestà, Alberto D'
Anna. «Il ruolo della figura dell' Anticristo - spiegava al
pubblico la docente Emanuela Valeriani, una dei coordinatori dell'
evento - a prescindere dalle diverse posizioni assunte dagli
studiosi, è senza dubbio un tassello tematico fondamentale all'
interno del grande mosaico degli studi relativi all' identità
cristiana. L' attenzione alla strana e, diciamo pure, spettacolare
fisionomia dell' Anticristo è un tema ben rappresentato nelle
apocalissi cristiane di epoca più tarda, contribuendo all'
elaborazione anche leggendaria di questa figura escatologica. La
prima testimonianza si trova in un' opera del III secolo, "Il
Testamento siriaco del nostro Signore Gesù Cristo". Ma se, in
linea generale, il terribile aspetto dell' Anticristo si può
ricondurre alla tradizione precedente al cristianesimo, che
identifica l' avversario escatologico con esseri mostruosi, nel
caso specifico del nostro testo, esso assume una rilevanza
teologica derivante dal confronto con la visione di Dio. Se
prendiamo la sezione degli "Acta Iohannis", un testo scritto
probabilmente nel secondo secolo, vediamo che lì si afferma che
Gesù può essere visto sotto diverse forme (bambino, giovane
adulto, vecchio) e apparire contemporaneamente anche a più
testimoni». Nella sua stanza al terzo piano della sede paolina,
padre Amorth si prepara ad affrontare il Nemico nell' ennesimo
caso difficile. Ma il diavolo chi sceglie di colpire? «Non lo
sappiamo - risponde - eppure al 90 per cento le vessazioni
diaboliche sono conseguenze di malefici, cioè sono causate da
persone che per vendetta o per rabbia si rivolgono a maghi e
occultisti legati a Satana i quali, pagati profumatamente, si
attivano per far intervenire il maligno. È dunque la cattiveria
degli uominia chiamare il Male. Un' ultima cosa: il diavolo nonè
così diffuso. Quando c' è, è doloroso. E noi interveniamo. Ma il
compito principale dell' Esorcista è uno solo: liberare l' uomo,
soprattutto dalla paura del demonio». © RIPRODUZIONE RISERVATA 

(10.3.2010)


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