Marco Ansaldo
Giornalista di Repubblica
Inviato Speciale per la Politica Estera.
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Articoli >> Intervista a segretario Papa
TESTATA:
REPUBBLICA  
DATA:
16/4/2012  
PAGINA:
1 - 28  
SEZIONE:
PRIMA PAGINA   
OCCHIELLO:
R2 Intervista al segretario di Ratzinger: "È il Papa delle parole"
  
TITOLO:
"Io, padre Georg vi svelo chi è davvero Benedetto XVI" / Il regalo
di padre George al Papa " un libro per dire chi è davvero "  
AUTORE:
MARCO ANSALDO   
TESTO:
UN PONTEFICE che ha «coraggio». Che non ha paura di affrontare
«questioni delicate». E la cui immagine invece, già da cardinale,
come quella di un «poliziotto», ma anche dopo, è stata presentata
spesso «in modo deformato e distorto». Perché Joseph Ratzinger è,
piuttosto, un «Papa delle parole». Più un «teologo che un uomo di
grandi gesti». Forse non c' è persona, oggi, che conosce meglio il
Pontefice tedesco del suo segretario personale. Non solo per
motivi di ufficio, quanto di vicinanza spirituale e conoscenza
della figura e del magistero di Benedetto XVI. E monsignor Georg
Gaenswein, tedesco del sud, amante dei Pink Floyd e dello sci, ma
dottore in teologia e docente di diritto canonico, rimarca la
propria devozione al vescovo di Roma con un regalo speciale. Oggi
Joseph Ratzinger compie 85 anni. E don Georg ha voluto festeggiare
il tondo anniversario con una sorpresa: un libro pubblicato in
Germania che raccoglie gli scritti di 20 vip di lingua tedesca, 20
personaggi prominenti (da qui il titolo "Benedikt XVI. Prominente
ueber den Papst"), sul Papa. Ha lavorato in silenzio per mesi,
tirando le fila di questo lavoro di 191 pagine, riunendo
contributi diversi: dall' ex calciatore Franz Beckenbauer, ai
politici Schaueble e Stoiber, al cardinale svizzero Koch,
scrivendo infine un suo ritratto personale del Pontefice e l'
introduzione all' intero testo. Visto da vicino Gaenswein, 56 anni
portati gagliardamente, un ciuffo brizzolato che fatica a uscire
in maniera composta dall' elegante abito talare, non smentisce l'
allure che lo circonda. Eppure l' aspetto sportivo non è disgiunto
da un afflato spirituale solido e da un' intelligenza pragmatica.
Non sempre l' assistente del Papa - lo si vede costantemente al
suo fianco, un inchino e un passo indietro - ha goduto della
considerazione degli osservatori vaticani che all' inizio lo
giudicavano con cautela. Ma ora, alla vigilia il 19 aprile
prossimo dei sette anni del pontificato di Benedetto, l' immagine
di don Georg si è rafforzata. La sua perseveranza, l' operare
discreto dentro l' Appartamento, l' intesa consolidata con il
Papa, hanno fatto sì che l' assistente tedesco oggi non solo sia
il custode fidatissimo di tanti segreti della Casa. Ma un sostegno
concreto, con un apporto apprezzato da Ratzinger che vede nel
proprio segretario particolare ben più che un' ombra attenta: un
consigliere influente e ascoltato. Monsignor Gaenswein, com' è
nata l' idea di questo omaggio? «E' molto semplice: sono stato
invitato dalla casa editrice, la Media Maria Verlag, a scrivere un
contributo per un libro che sarebbe diventato un regalo per l' 85°
compleanno del Santo Padre. Ci ho pensato su». E che cosa ne è
venuto fuori? «Dato che si sarebbe trattato di un regalo per il
compleanno del Papa ho detto di sì, lo scriverò! E comunicata la
risposta positiva, mi hanno immediatamente invitato a occuparmi
anche dell' aspetto editoriale dell' opera. Ho riflettuto pure su
questo e alla fine ho accettato». Venti grandi personaggi di
lingua tedesca: come sono stati scelti? «Lo scopo era di dare voce
a personalità provenienti da ambiti diversi della società tedesca
- chiesa, politica, cultura, economia, sport - che conoscono
personalmente il Santo Padre. Abbiamo presentato loro l' idea, e
poi invitati a collaborare. Ecco il risultato!». E qual è l' idea
che emerge dai loro scritti? «E' importante sottolineare che non
sono state poste condizioni di scrivere "pro Papa". Cioè il libro
non è per niente, per così dire, "un lavoro ricevuto dall' alto da
svolgere per pura cortesia". Non c' era un diktat sul politically
correct. Ciascuno di loro, uomo o donna, poteva, anzi doveva
scrivere come avrebbe "dettato" il cuore e il cervello. L' idea di
fondo era di offrire una visione personale e sincera sulla persona
e sull' operare di Papa Benedetto, scritta da persone note in
Germania». Dall' immagine di "poliziotto del Papa", come lei
scrive nel testo, quando sotto il precedente pontificato Ratzinger
era a capo della Congregazione della Dottrina della Fede (l' ex
Sant' Uffizio), a "Papa delle parole". Più un "teologo che un uomo
di grandi gesti". Lei oggi è forse la persona che lo conosce più
da vicino. Ma chi è davvero quest' uomo? «Ho cercato di dare una
rispostaa questa domanda proprio nel mio contributo. L' immagine
del Santo Padre, già l' immagine del Cardinale Ratzinger, spesso è
stata presentata in modo deformato e distorto. Mi dovrei dilungare
troppo se dovessi esporne ora i motivi. Propongo di prendere in
mano il libro e di leggerlo. Qui si troveranno le risposte». Sono
comunque passati sette anni dall' ascesa di Ratzinger al Soglio
petrino. Non un tempo troppo lungo per un pontificato, però
sufficiente per trarne un bilancio. Quale, dal suo punto di vista?
«Un fatto che segna chiaramente il pontificato di Benedetto XVI è
il coraggio. Il Papa tedesco non teme questioni delicate e neanche
confronti ad bonum fidei et Ecclesiae !». Dunque che cosa davvero
gli sta a cuore? «La questione del rapporto tra fede e ragione,
tra religione e rinuncia alla violenza. Dalla sua prospettiva, la
ri-cristianizzazione innanzitutto dell' Europa sarà possibile
quando gli uomini comprenderanno che fede e ragione non sono in
contrasto ma in relazione tra loro». Ma c' è un segno
programmatico? «Il Papa, in fondo, vuole riaffermare, con forza e
chiarezza, il nocciolo della fede cattolica: l' amore di Dio per
l' uomo, che trova nella morte in croce di Gesù e nella sua
resurrezione l' espressione insuperabile. Questo amore è l'
immutabile centro sul quale si fonda la fiducia cristiana nel
mondo, ma anche l' impegno alla carità, alla misericordia, alla
rinuncia alla violenza. Non per caso la prima Enciclica del Papa è
intitolata "Deus caritas est - Dio è amore". È un segno
programmatico del suo pontificato. Benedetto XVI vuol far
risplendere la gioia e la bellezza del messaggio evangelico».

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